Read Il segreto del Bosco Vecchio by Dino Buzzati Claudio Toscani Online

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"Bosco Vecchio - scrive Claudio Toscani nella sua introduzione a questo volume - è un mito: è la foresta sacra dove affondano le loro radici l'infanzia dello scrittore e quella dell'umanità, dimensione incontaminata che simbolizza la vita come forza gioiosa e gratuita, disinteressata ed eterna. Bosco Vecchio è abitato da un popolo di geni, custodi degli alberi, titolari de"Bosco Vecchio - scrive Claudio Toscani nella sua introduzione a questo volume - è un mito: è la foresta sacra dove affondano le loro radici l'infanzia dello scrittore e quella dell'umanità, dimensione incontaminata che simbolizza la vita come forza gioiosa e gratuita, disinteressata ed eterna. Bosco Vecchio è abitato da un popolo di geni, custodi degli alberi, titolari della magica possibilità di trasformarsi a piacere in animali o in uomini, nonché di uscire dai loro domestici tronchi per vivere una vita del tutto uguale alla nostra. Un fantastico, questo di Buzzati, che ci fa credere nell'incredibile perché i suoi segreti, le sue magiche coincidenze, le sue rivelanti metamorfosi, i suoi suscitanti sortilegi sono un inverosimile che ci aiuta ad esaurire il verosimile"....

Title : Il segreto del Bosco Vecchio
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ISBN : 9788804480419
Format Type : Paperback
Number of Pages : 152 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Il segreto del Bosco Vecchio Reviews

  • arcobaleno
    2018-12-16 21:41

    Tu finirai di essere bambinoPer "fantastica" coincidenza mi sono trovata in un bosco, in un pomeriggio di vento, appena finito di leggere questa bella favola di Buzzati. Mi sono fermata ad ascoltare, facendo silenzio dei rumori estranei. Mi sembrava di sentire un musicista sommo. Soffiando in mezzo ai boschi, qua più forte, là più adagio, il vento si divertiva a suonare; allora si udivano venir fuori dalla foresta lunghe canzoni, simili ad inni sacri.E ho cercato tra i tronchi la presenza dei geni e ho provato a sentire il canto degli uccelli, le voci degli animali... è stato un attimo, un momento di unisono, di sincronia di suoni e di pensieri... solo un attimo... prima che gli adulti intorno mi... risvegliassero. Perché verrà un giorno, non so quando, ...tu verrai nel bosco, ma non sarà più la stessa cosa.Infatti c'è una notte in cui finirai di essere bambino e allora non capirai più molte cose; non li capirai più, quando parlano, gli alberi, né gli uccelli, né i fiumi, né i venti.

  • Carmine
    2018-12-11 22:36

    Custode del domani "Del resto, questa forse è la notte famosa in cui tu finirai di esser bambino. Non so se qualcuno te l'ha detto. Di questa notte i più non si accorgono, non sospettano nemmeno che esista, eppure è una netta barriera che si chiude d'improvviso.Sì, può darsi che sia la tua volta. Tu domani sarai molto più forte, domani comincerà per te una nuova vita, ma non capirai più molte cose: non li capirai più, quando parlano, gli alberi, né gli uccelli, né i fiumi, né i venti."Devi sapere, caro Benvenuto, che un giorno non sentiremo più la brezza del vento carezzare le dolci fronde degli alberi; né proveremo piacere nel naufragare tra i pensieri mentre il cinguettio degli uccelli adorna di spensieratezza il nostro passaggio.Non ha il salato sapore delle lacrime l'abbandono del nostro bosco vecchio: silenzio e indifferenza faranno breccia e da lì mai più verranno stanati. Sono destinato alla Fortezza Bastiani, che attende con trepidazione il mio arrivo; gravida di effimere promesse e premurosa nel far rigogliare i sogni, sempre a domani saranno rimandati, sempre un altro giorno ancora, sempre più in là...E poi tutto sarà finito.Arriverà il giorno in cui cesserà la meraviglia e dimenticherai tutto quello che eri.Che quel giorno arrivi il più tardi possibile.

  • Roberto
    2018-12-08 20:41

    "Il segreto del bosco vecchio", pubblicato per la prima volta nel 1935, è un racconto surreale in cui i particolari fantastici convivono con la quotidianità delle azioni dei vari personaggi. Gli uccelli parlano, gli alberi sono le dimore dei genii, i venti discutono e hanno comportamenti umani, gli animali rispecchiano in qualche modo alcuni difetti delle persone, le ombre se in disaccordo con le persone se ne distaccano e se ne vanno irritate.I due protagonisti del libro sono il colonnello Sebastiano Procolo, un militare tutto d'un pezzo, e il vento Matteo, la cui storia corre parallela. Entrambi sono destinati a terminare, scomparendo, il loro cammino di formazione; ed entrambi, durante lo svolgimento della storia, si evolvono maturando e cambiando prospettive."Fin che si è piccoli, non ci sono attenzioni che bastino; quando poi si è diventati grandi, si è faticato e si è stanchi, non c'è un cane che ci guardi."Dino Buzzati è bravissimo, il romanzo, in cui il tempo sembra essere fisso, scorre velocemente in modo semplice, diretto, fantasioso ed è ricco di considerazioni di fondo sull'esistenza umana."Poveretti anche loro, non ne avevano colpa. Avevano finito di essere bambini, non se l'immaginavano neppure. Il tempo era passato anche sopra di loro e non se n'erano affatto accorti. A quell'età si guarda avanti, non si pensa a quello che è stato. Ridevano spensieratamente come se nulla fosse successo, come se tutto un mondo non si fosse chiuso dietro a loro."La morale del racconto, nemmeno troppo velata, sta nella frase che il vento Matteo dice al nipote del colonnello, prima di morire:"Tu domani sarai molto più forte, domani comincerà per te una nuova vita, ma non capirai più molte cose: non li capirai più, quando parlano, gli alberi, né gli uccelli, né i fiumi, né i venti... rideresti anzi di queste cose".Solo guardando le cose con gli occhi puri e innocenti dei bambini possiamo entusiasmarci davanti alle cose belle e semplici del mondo, senza inaridirci....

  • Saretta
    2018-11-28 21:34

    Ne "Il segreto del bosco vecchio" gli elementi naturali hanno una connotazione fiabesca: gli animali del bosco parlano, gli abeti hanno i loro gèni protettori, anche i venti hanno nomi e personalità ben definite.Il colonnello Procolo, nuovo possessore del bosco, muta il suo atteggiamento nei confronti della natura nel corso della narrazione, così come muta il suo rapporto con il nipote Benvenuto, prima così invidiato.L'atmosfera del Bosco Vecchio pervade il racconto con i rumori, i colori e i suoi abitanti, e fa venire nostalgia per i boschi che una volta c'erano e ora non possiamo più godere.

  • Jale
    2018-12-09 22:34

    Kendinizi büyülü gerçekliğin sıcaklığına bırakın. İnsan ve doğanın bitmek bilmeyen savaşında yeniden doğadan, ağaç cinlerinden, büyülü rüzgarlardan taraf olun. Çocukken duyduğunuz sesleri nerede, ne zaman ve neden kaybettiğinizi fark edin. Yaprakların, rüzgarın, dal kırıklarının ve bulutların sesini duyun. Dünya telaşesinde yaşlı bir ormanın taze nefesine yer açın.

  • Guido
    2018-11-26 15:36

    Il colonnello Sebastiano Procolo, di carattere forte e temprato da una gloriosa carriera, eredita dal deceduto Antonio Morro il piccolo Bosco Vecchio; a suo nipote Benvenuto, ragazzo gracile e malaticcio, va invece il resto del bosco, la parte più grande. Il colonnello si trasferisce nella vecchia casa del Morro, che occupa l'unica radura della sua proprietà. Vorrebbe sfruttare il bosco per guadagnare qualcosa, facendo abbattere gli alberi secolari e vendendo la legna: scopre però che la vita della valle di Fondo è complicata, e le relazioni tra i pochi abitanti del villaggio non sono sufficienti per spiegarla. Conosce subito una gazza guardiana, che avvisa ogni volta che qualcuno viene su per la strada, e recita poesie; impara che ogni albero ospita un genio, e che un genio può uscire dalla sua pianta quando vuole e mischiarsi agli uomini; trova il vento Matteo, presuntuoso e dispettoso, che si agita disperato in una grotta, intrappolato da un pesante masso. Sarebbe superficiale spiegare che a Fondo tutti gli oggetti hanno anima e voce - in realtà le loro interazioni non sono diverse da quelle previste dall'esperienza di tutti noi, ma Buzzati ne stravolge l'interpretazione. Il vento canta se passa tra i rami degli alberi; sibila furioso da dietro il masso che lo trattiene nella grotta; e se s'intrufola tra le fragili assi di una capanna abbandonata, questa scricchiola e lamenta la sua prossima morte. Tutto così può parlare: gli uccelli, i topi, le lucertole; ma anche i mobili di casa.Questo mondo, così densamente animato, sembra perfetto per insegnare il rispetto per la natura a lettori molto giovani. Tuttavia il racconto si arricchisce presto di significati più severi e inquietanti, che rendono la sua interpretazione meno scontata: la morte può arrivare con un nugolo di farfalle bianchissime, e nello smorzarsi del vento si sente la fatica della vecchiaia. Il bosco, minacciato dal borioso colonnello, è l'infanzia: ne condivide la stessa fragilissima sacralità. I bambini la notte si radunano in feste segrete, e insieme ai geni ascoltano il vento Matteo che racconta vecchie storie: ma una volta cresciuti non ricorderanno più il loro bosco, né le strade che li conducevano a quei ritrovi segreti, e non sapranno più ascoltare le voci dei venti. L'abbandono dei luoghi dell'infanzia non è volontario, avviene impercettibilmente; forse, come suggerisce Buzzati, si perde l'infanzia una notte, nel sonno, e ci si risveglia adulti. Il colonnello Procolo è dominato dai desideri della sua età: per lui il bosco è legna da ardere; il vento una forza da sfruttare; il giovane Benvenuto, di cui ha la tutela, un inopportuno ostacolo al suo sogno di completare la proprietà di quelle terre. Bosco e infanzia sono scrigni antichissimi, custodi di segreti fondamentali - la vita delle piante, quella dei bambini - e calpestare queste cose e perderle è questione d'un attimo; basta una disattenzione, un desiderio maligno o una punta d'egoismo per violarle e ferirle a morte.Mi resta un dilemma personale, non semplice: forse sono come Benvenuto, ho amato il libro perché rifiuto di abbandonare il bosco, e m'illudo di poterlo sempre riconoscere; oppure sono fin troppo adulto, e come Sebastiano sono in cerca di una liberazione, di una via per ritrovare il linguaggio dell'infanzia.

  • Zeren
    2018-11-17 21:03

    Dün bir video izledim. İlk kez tren gören ufacık bir kız çocuğunun gözlerindeki şaşkınlık, heyecan, merak, mutluluk ve katıksız, hiç bozulmamış o masumiyet olağanüstüydü. Bu kitap işte o masumiyetin bozulmasının hikayesi. Çocukken doğa ve evrenle kurduğumuz ilişki tertemizdir, engeller yoktur, kirlenme henüz başlamamıştır. O yüzden hayvanlar, ağaçlar, rüzgarlar kendilerini bir çocuğa olduğu gibi göstermekten kaçınmazlar. Dino Buzzati kalben çok güzel bir masal anlatmış.

  • Aviendha
    2018-11-28 17:53

    "Sanırım bu defa büyüme sırası senin. Yarın çok daha güçlü olacaksın, senin için yeni bir hayat başlayacak, ama sen pek çok şeyi anlamayacaksın..." Kitap masumiyet üzerine kurulu bir evrende ağırlıyor okuyucuyu, hayal etmesi zevkli bir gerçeklikte yaşatıyor. Vermesi gereken dersi verdiğindeyse sona eriyor. Zamanın karmaşasından uzaklaşıp, konuşan, yaşayan bir ormanın derinliklerinde dinlenmek isterseniz tercih edebilirsiniz.

  • Fatemeh Beygi
    2018-11-20 19:51

    حقیقتش من دوستش نداشتم و این خب به سلیقه ی شخصی ام برمی گرده. اول از همه این که نمی دونم باید توی رده ی رئالیسم جادویی بذارمش یا فانتزی اما از هر دو مشخصه های زیادی داشت که توی کل متن پراکنده شده بودن و گاهی اصلا اون کارایی که مخاطب خیال می کرد باید داشته باشن، نداشتن و به نوعی زیاده کاری بودن. حس می کردم متن انسجام لازم رو نداره که خب البته باید به سال نوشته شدنش هم توجه کرد اما در کل اون فصلی که مرد تابوت بر وارد داستان می شه و پروانه ها یک لحظه حس کردم باید اوج داستان باشه که کمابیش هم بود اما خیلی بهش پرداخت نشد و طی چند فصل تمام شد و من دوست داشتم نقش خیلی مهم تری توی روند داستان داشته باشه که نداشت.شخصیت سرهنگ هم اون قدری پرداخت عمیق نشده بود و من سخت می تونستم با احساساتش-که خیلی هم بروز داده نمی شد- ارتباط برقرار کنم. این وسط شخصیتی که بیشتر از همه جا میفته ماتئوی باده که من دوستش داشتم. به نوعی نویسنده پرداخت بیشتری بهش اختصاص داده بود.متاسفانه که از ترجمه هم راضی نبودم و گاهی تعجب می کردم که چطور اشکالات ویرایشی هم درش وجود داره.

  • Ajeje Brazov
    2018-11-17 16:41

    Primo libro finito nel 2018, anche se praticamente l'ho letto negli ultimi giorni del 2017, ma ho fatto una fatica incredibile a finirlo, mi son trovato a leggere e rileggere intere pagine, più e più volte e comunque non mi ha coinvolto per niente.Primo libro di Buzzati che leggo e il risultato è stato molto deludente, o semplicemente non siamo compatibili... peccato!Magari ci riproverò, ma molto più in là.

  • Altay Aktar
    2018-11-21 18:50

    Kötülük - İyilik, çocukluk - yetişkinlik döngülerinin tatlı, masalsı anlatımı. "bununla birlikte büyük bir engeldir büyümek. Genellikle insanın başına uykusunda gelir. Evet, sanırım bu defa büyüme sırası senin. Yarın çok daha güçlü olacaksın, senin için yeni bir hayat başlayacak, ama sen pek çok şeyi anlamayacaksın: Seninle konuştuklarında bile, ne ağaçları, ne kuşları, ne nehirleri ne de rüzgârları anlayacaksın."

  • Roberto/Isairon
    2018-11-18 21:38

    Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese, voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza, il mare.Quando il bambino era bambino, non sapeva di essere un bambino, per lui tutto aveva un'anima e tutte le anime erano un tutt'uno.Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione, non aveva abitudini, sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via, aveva una vortice tra i capelli e non faceva facce da fotografo.Sono i primi versi della poesia di Peter Handke “Song of Childhood” che si sposano egregiamente con il romanzo di Dino Buzzati.“Il segreto del bosco Vecchio” è una fiaba. Un elogio alla fanciullezza. Più che un monito a non crescere, è una richiesta a non dimenticare. Da bambini non si hanno preconcetti, si comprende il parlare degli alberi, degli uccelli, dei fiumi e dei venti. Tutto è animato, tutto ha una sua coscienza, gli alberi nella foresta, i geni che vi abitano, le gazze che inviano segnali ad ogni passaggio di visitatori, il vento che porta il “Bollettino”, gli icneumoni che salvano la foresta, dove anche gli spruzzi di neve lasciati dal passaggio degli sci diventano “genietti con pochi secondi di vita”. La foresta, la natura brulica di vita, è un suono continuo “stormire di foglie”; “Cigolio di rami piegati dal vento”; “Fruscio di foglie secche sul suolo”; rumori dei loro abitanti ma soprattutto le loro voci! Mentre l’uomo, chiuso nella sua fierezza ed incapacità di esternare i sentimenti ha bisogno di una radio per non sentirsi solo. Natura che è completamente soggiogata all’uomo, ma che è anche incapace di vendicarsi di tutto il male che l’uomo gli ha inflitto. Chiede solamente una cosa “vogliamo che tu ci lasci stare, questo vogliamo semplicemente. Che tu non ci tagli neppure un ramo e, soprattutto, che ci sia tolta quell’orribile schiavitù della raccolta della legna.” Fiaba scritta forse per i bambini ma che insegna o perlomeno ci ricorda che una volta avevamo la capacità di parlare e capire la natura.Dimenticavo. L'introduzione! Perché? Perché il sig. Claudio Toscani non si è limitato a dare la sua interpretazione al testo, qualche linea guida al comprendimento della fiaba. Invece, in solo due pagine, ha raccontato per filo e per segno tutta la trama del romanzo? O_O Io e la mia malsana abitudine a leggere anche le introduzioni!

  • Luís Miguel
    2018-12-04 16:58

    Escrito na ascensão dos regimes totalitários que vergaram a Europa, o Segredo do Bosque Velho é uma novela sobre dois homens: Sebastiano e Benvenuto, tio e sobrinho; Coronel e criança, que herdam uma porção de floresta, cabendo ao velho militar cuidar do bosque velho e da herança do sobrinho. O bosque encontra-se habitado por criaturas falantes, naturais e sobrenaturais, como o vento Matteo e o génio Berardi. Perseguindo o lucro, o Coronel coloca as criaturas a trabalhar para si, enquanto procura maneiras de se livrar da criança e herdar o seu quinhão.A escrita de Buzzati flui melodiosamente, vibrando na mente como música nos ouvidos. Só por isso valeria a pena ler este livro. Para ler à lareira num diálogo com o crepitar da madeira, de tão evocativo que é quando atribui reacções humanas à natureza. Buzzati não resiste à metafórica ascensão até às nuvens e esse segmento é tão assombroso aqui como em "O Deserto dos Tártaros".Fiquei com a sensação de ter lido um conto sobre as forças da natureza, condicionadas por homens que não controlam a sua, perdendo-se por isso. Não sei se gostaria de o ter lido em criança, mas preciso deste tipo de deslumbre literário em adulto - uma fábula ecológica para nos purificar.

  • Arzu
    2018-12-12 15:51

    özellikle şu günlerde biraz nefes almaya ihtiyacınız varsa; yaşlı ormandaki ağaç koruyucu cinler, hayvanlar, rüzgârlar, gölgeler ve hatta kulübeler ile iki satır sohbet edin ya da sadece söylediklerini dinleyin.. iyi gelecek..

  • Aldo Marchioni
    2018-12-07 22:02

    When I had red One Hundred Years of Solitude, trying to understand why I did not like that Nobel prize winner, I was looking for critical rewies, and I red, among many more blah blah, that Gabriel Garcia Marquez had invented something named "Magic Realism". Well, not considering earlier writer like Homer, just to name the first coming to mind, I would say that Dino Buzzati mastered the magic realism concept: without naming it, just being himself. The difference with the aforementioned is that Buzzati was REALLY magic; evocative ... I mean, he was able to evocate BEAUTIFUL images. Even when he deals about murder, or attempt to murder.While reading this novel I felt an urgent need to go into a forest, and spend time there, listening for the song of the wind; any forest, any wind, not just wind Matteo. Just on the day I finishedt it, just before reading the las few pages, I was in a forest. A real forest, in the north of Europe, in the cold of the beginning winter, a real old old forest. I believed I knew that kind of thing, but under the influence of Il Segreto del Bosco Vecchio everything was different. It helped me, really helped, to see everything with the eyes of a child. Well, not really, only a small minority of adult people can. But Buzzati helped, helped very much. And the wind, though almost absent, and cold, had a different voice. I could hear his voice.One thing I can not understand: why Buzzati never got the Nobel prize ... well, it was given to people like GG Marquez and Dario Fo, among others, so that does not really mean anything ... However ...

  • Majo's Library.
    2018-12-10 17:38

    Quest'è stato un libro per me, meraviglioso, senza dubbi. Qui c'è semplicità, innocenza, sensibilità, dove il bosco è abitato da una serie di geni e custodi degli alberi che possono magicamente trasformarsi in animali o in uomini. Ma anzitutto quella maniera proppia dell'autore che ci fa sognare, e ci trasporta a quei tempi da bambini è quello che ho amato, e anche forse anche quello che ha detto il vento Matteo a Benvenuto prima di svanire "Tu domani sarai molto più forte, domani comincerà per te una nuova vita, ma non capirai più molte cose: non li capirai più, quando parlano, gli alberi, né gli uccelli, né i fiumi, né i venti… rideresti anzi di queste cose" Forse è una delle righe che mi hanno piaciuto di più. Poi ho trovato anche questa nota di Buzzati, che al mio parere racconta la storia di quest'opera d'arte:"In certe notti serene, con la luna grande, si fa festa nei boschi. È impossibile stabilire precisamente quando, e non ci sono sintomi appariscenti che ne diano preavviso. Lo si capisce da qualcosa di speciale che in quelle occasioni c'è nell'atmosfera. Molti uomini, la maggioranza anzi, non se ne accorgono mai. Altri invece l'avvertono subito. Non c'è niente da insegnare in proposito. E' questione di sensibilità: alcuni la posseggono di natura; altri non l'avranno mai, e passeranno impassibili, in quelle notti fortunate, lungo le tenebrose foreste, senza neppur sospettare ciò che là dentro succede."-Nota di Dino Buzzati su "Il segreto del bosco vecchio", 1935Veramente indimenticabile.

  • Arwen56
    2018-11-21 16:51

    Ho già avuto modo di esprimere più volte quanto ami Buzzati e che grande piacere sia riprendere tra le mani i suoi racconti oppure tornare, ogni tanto, ad osservare Giovanni Drogo che arranca per il sentiero che lo porterà alla Fortezza. Ciò nonostante, sapevo già che non avrei trovato piena soddisfazione nella lettura de Il segreto del bosco vecchio, poiché in esso Buzzati segue i sentieri della “favola”, genere che, onestamente, amo poco. Questo non significa, però, che non abbia apprezzato i temi e molti degli spunti in esso racchiusi, al contrario. Benché non prediliga questo genere espressivo, ho comunque ritrovato in queste pagine la serietà, la sobrietà e la profondità dello scrittore. Il tema del passaggio dall’infanzia all’età adulta, del rispetto per la natura, della necessità di guardarsi dentro per fare chiarezza e, eventualmente, ammenda dei propri errori sono tutti messaggi importanti. E vi è forse, sia pur velata, anche una condanna dei tempi bui che il paese sta vivendo: più esplicito non avrebbe potuto essere, dato il momento storico. Mi resta solo il rammarico che Buzzati abbia scelto questa chiave stilistica per un romanzo (o racconto lungo, come alcuni lo definiscono) che avrebbe probabilmente potuto essere, se diversamente sviluppato, pari, in quanto a grandezza, a Il deserto dei tartari.

  • Isabella
    2018-11-28 19:47

    La più meravigliosa consonanza di poesia e natura. Un libro che sembra scritto dagli alberi, che come Buzzati insegna, possiedono un'intelligenza magica che noi umani abbiamo perso da tempo. Anzi, che noi adulti abbiamo rinnegato."Colto dalla stanchezza, il colonnello si appoggiò al davanzale, si passò una mano sulla fronte, gli occhi fissi per terra; egli sentì tutt'intorno il greve silenzio della vecchia casa, carico di enigmatiche risonanze, lasciò passare adagio il tempo, il tempo meraviglioso che ingrandisce d'ora in ora, inghiottendo senza pausa la vita, e accumula con pazienza gli anni, diventando sempre più immenso."

  • alessandro - di questo libro e degli altri
    2018-12-10 20:43

    Puoi leggere la mia recensione su http://alessandrococco.com/2015/02/buzzati-il-segreto-del-bosco-vecchio!

  • Luca
    2018-11-19 22:36

    Un'opera in cui la semplicità e classicità invece di indebolire fanno risplendere la forza del fantastico di Buzzati: impianto da fiaba, discorsi ecologisti e di perdita dell'innocenza che permette di vedere il magico che c'è nel mondo. Tutto già letto e tutto molto bello. A volte poi non mancano veri e propri colpi di genio, come i venti che suonano, tramite il loro passaggio, foreste e vallate in cui i vari elementi naturali diventano strumenti di una gigantesca orchestra.

  • Christian, Kelanth, Scala
    2018-11-22 21:38

    "Fin che si è piccoli, non ci sono attenzioni che bastino; quando poi si è diventati grandi, si è faticato e si è stanchi, non c'è un cane che ci guardi."Il segreto del Bosco Vecchio, pubblicato nel 1935 a Milano, è il secondo breve romanzo scritto da Dino Buzzati. Dal romanzo è stato tratto l'omonimo film diretto, nel 1993, da Ermanno Olmi, con protagonista Paolo Villaggio. Le riprese per il Bosco Vecchio furono girate nella Foresta di Somadida, e la casa del cavalier Morro, e poi di Sebastiano Procolo fu fatta costruire apposta in mezzo al bosco sopra il Passo delle Tre Croci, e poi fu smantellata. Il romanzo di Buzzati è una storia semplice e fantastica, una sorta di inno all'infanzia, ricolma di metamorfosi, sortilegi, magiche coincidenze e metafora del rapporto paradossale che l’umanità adulta ha con la Natura. Buzzati per me è diventato una garanzia di qualità assoluta e questo libro è meraviglioso. Siamo nel mezzo di una fiaba e di un racconto popolare, un romanzo di formazione e di miti nordici, con la visione di una natura ancestrale incantata e meravigliosa.La trama del romanzo ha come protagonista il colonnello Sebastiano Procolo, che eredita dallo zio parte delle tenute della Valle di Fondo, il cosiddetto "Bosco Vecchio", mentre il resto è stato lasciato al nipote dodicenne di Sebastiano, Benvenuto, che vive in un collegio non lontano da Fondo. Ben presto l'avidità del colonnello lo spingerà a desiderare l'intero bosco per poterne sfruttare appieno le risorse abbattendone gli alberi. I genii, custodi secolari degli alberi si opporranno alle sue intenzioni. Buzzati in questo romanzo ha dato voce al bosco, agli animali e al vento con incredibile maestria. I veri personaggi del libro secondo me sono i genii, il vento Matteo (su tutti il migliore), la gazza guardiana, il bosco stesso: universo vivo e palpitante e non sfondo su cui si muovono i personaggi. Ne esce una storia che è come una fiaba che racconta della paura di mostrarsi davvero per ciò che si è e di quel magico periodo dell'infanzia che precede la caduta delle illusioni e dell'innocenza col passaggio ad un'altra età."Poveretti anche loro, non ne avevano colpa. Avevano finito di essere bambini, non se l'immaginavano neppure. Il tempo era passato anche sopra di loro e non se n'erano affatto accorti. A quell'età si guarda avanti, non si pensa a quello che è stato. Ridevano spensieratamente come se nulla fosse successo, come se tutto un mondo non si fosse chiuso dietro a loro."Ritroviamo in questo breve romanzo le tematiche ricorrenti nella produzione di Buzzati: l'angosciosa ricerca di un senso della vita, l'irrazionale ossequio a una regola inconoscibile e tirannica, luoghi metafisici, immagini simbolo della solitudine e della impossibilità di sfuggire al proprio destino, l'inesorabilità dello scorrere del tempo; ma anche altre tematiche più particolari: la sacralità della natura, il passaggio dall'infanzia alla maturità, dalla fantasia alla razionalità, la caduta e la redenzione.Dino Buzzati è bravissimo, il romanzo, in cui il tempo sembra essere fisso, scorre velocemente in modo semplice, diretto, fantasioso ed è ricco di considerazioni di fondo sull'esistenza umana. Esce prepotentemente dalle sue parole una sorta di malinconia dell'infanzia, il periodo più fantastico e pieno di magia che un bambino può vivere nella sua intera vita.La storia del Bosco Vecchio, con tutta la sua magia d’altri tempi, con tutta la sua dolcezza filtrata da una scrittura così semplice e sentita è di quelle che rimangono nel profondo del cuore e lo scaldano nei momenti più bui e freddi, con un finale meraviglioso. Da leggere ai propri figli. Da regalare ad un amico.http://kelanthsblog.blogspot.it/

  • Julia
    2018-11-17 18:01

    Dino Buzzati wrote this magic tale in difficult times: fascism was raising its head in Italy, the Nazis were gaining power in Germany and so this tale is maybe a a way of escapism from this crazed adult world into the magic forest only children can understand with talking birds, spirits living in trees and winds that sind songs and befriend children. Benvenuto is the child protagonist of this short novel, and his uncle Procolo is his adult counterpart: Wicked and haunted by avarice, the old man wreaks quite great havoc in the Magic Forest he's inherited. Thinking only of profit and power, he enslaves the wind Matteo and the spirits of the trees to work for him and disdains - or even hates - his physically weak nephew Benvenuto, who's even more benefitted from the inheritance than he did. Buzzati writes this story in a very simple, journalistic style and while i'm not always a friend of magical realism, I really enjoyed this weird little book. It's unpretentious, sad, lovely and brutal at the same time and it sums up the experience of growing up in a very simple manner: It's the loss of magic. Benvenuto one day will come back to the forest and will be unable to understand the words of his friend Matteo, he won't see the spirits of the trees any longer and he'll also be in love with power and money. Buzzati states that man comes into this world as a perfect being, but loses these special capacities during lifetime and not only in his age this sometimes seems to be very true.

  • Alexis Ahotep
    2018-11-26 15:39

    Iniciei a leitura (ontem) ao final do dia e embrenhei-me por completo neste "bosque". Quando a noite chegou e, com ela, a falta de luz para ler, resolvi deixar uns últimos capítulos para o terminar pela manhã. Resultado: consegui uma insónia provocada pelo desejo reprimido. Ao acordar, ainda estremunhada por sono e sonhos, devorei as últimas páginas da história de Proculo, Benvenuto, Matteo, Bernardi e outros fantásticos personagens. Buzzati encantou-me (o termo mais correcto será, enfeitiçou-me) desde o primeiro momento, nas primeiras linhas de "O Deserto dos Tártaros". Pressinto agora o porquê... a sua linguagem é feita de segredo e magia ancestrais. Segredo e magia esses que esquecemos ao deixar de ser crianças! Compreendo agora o encantamento e avidez com que percorro as entrelinhas da escrita de Buzzati; é um regresso. Retorno a um tempo de fábulas, génios, uma linguagem da natureza que nos era inteligível e familiar. Ao crescer, algo se quebrou...deixámos de entender o que nos diz o vento ou escutar as palavras no restolhar das folhas. Buzzati descobriu o segredo da eterna inocência e pureza da infância. Só agradeço conseguir, ainda que por momentos, senti-lo, entendê-lo, escuta-lo também

  • Juan Hidalgo
    2018-12-12 16:58

    En estos tiempos de zombis, apocalipsis, secretos de todo tipo, terror y violencia, leer a Dino Buzzati es como un masaje para el cerebro o una caricia para el alma. Retrocedemos décadas, hasta los años 20 del siglo pasado y en esa época, en un valle perdido en Italia, conoceremos a urracas guardianas que avisan de la llegada de extraños, genios que habitan en los árboles, vientos que se alían con el hombre (para causar el bien o el mal)... Una galería de personajes varios que hablan y dialogan con los humanos como si fuera lo más normal del mundo.No queda claro si "El secreto del Bosque Viejo" es fábula para adultos o cuento para niños, pero da igual: el placer de su lectura ya no hay quien me lo quite :)

  • Gaurdin
    2018-11-19 21:46

    خیلی دوستش دارم و بعدها هم برنامه‌ی دوباره‌خوانی کتاب را می‌گذارم.رئالیسم جادویی داستان فوق العاده اثر گذار بوده و همه چیز را برای لذت بردن از داستان مهیاست. فصل های کوتاه هم در این بین بی تاثیر نیست.

  • Clara
    2018-12-14 17:01

    Fantasia meravellosa en estat pur i, alhora, personatges més humans que en alguns llibres "realistes"

  • Nilo Di Stefano
    2018-11-26 20:59

    Nonostante una scrittura che mi ha lasciato perplesso, trovo quest'opera di Dino Buzzati ricca di contenuti e di ricerca interiore. Quasi un'enorme metafora della psiche, il bosco vecchio racchiude segreti inaccessibili e fa percorrere sentieri inesplorati.Trovo importante la presenza delle due Gazze e le farfalle. La morte e il ritorno. La morte dell'innocenza e la sensibilità ritrovata e nel mezzo il risveglio della coscienza.Un percorso, un vero e proprio percorso spirituale, che ti porta ad attraversare i vari momenti della vita di un uomo. Un'interruttore che si spegne (la prima gazza), il risveglio della coscienza (le farfalle che portano in dono malinconia, rimorsi), la luce che si riaccende, l'anima ritrovata (la seconda gazza).Ovviamente le mie sono riflessioni e libere interpretazioni di una storia che mi ha colpito più per le immagini riportate che per la scrittura che (volontariamente o meno) appare sciatta e priva di attrattiva particolare. E' in ogni caso un libro che un lettore scrupoloso e attento non può non leggere.

  • Azzurra
    2018-12-04 14:35

    Benvenuti nel bosco incantato di Buzzati. Attenzione ad addentrarvi perché poi fate la mia fine ed è difficile uscirne, intrappolati da atmosfere evanescenti eppure vivide, tetre ma rassicuranti. L'immaginario di Buzzati è popolato dai popoli misteriosi delle Montagne e dai più impenetrabili stati d'animo umani. E la descrizione è così semplice e scorrevole da apparire a tratti infantile. Ed è qui il suo trucco, forse: quando ti senti "coccolato" da suggestioni antiche e miti ecco che appare, inesorabile, il velo nero e minaccioso. Morte, attese snervanti, orgogli feriti e risanati, lealtà incerte e discutibili, incubi personificati e molto altro irrompono ne Il segreto del Bosco Vecchio e penetrano nell'animo. Il tutto, in maniera meccanicamente perfetta, cozza con il caldo ricordo della spensieretezza dell'infanzia vissuta, delle epoche in cui si sapeva ascoltare e riconoscere le musiche dei venti, le ciarle dei gufi, il fruscio delle foglie...Dolcissimo e triste. 4

  • Nooshin
    2018-11-21 15:53

    بی‌تکلف و خیال‌انگیز.انگار یه بابابزرگی نشسته داره داستان میگه .

  • Usuyitik
    2018-12-03 20:54

    şurada: http://www.sabitfikir.com/elestiri/ma...Çocukluğun büyülü bir bahçe olduğu hep söylenir. Erginleşme ise büyü bozumudur. Masalların gücü buraya dayanır, fantastik bizi bu yüzden cezbeder. Rüyasında uçabilen çocuk, balkonun korkuluklarına yaklaşırken şüpheyle dolar, “ya uçamazsam”: Büyü bozulmuş, yetişkinliğin dümen suyuna girilmiştir artık. Buzzati’nin deyişiyle, “Büyük bir engeldir büyümek, genellikle insanın başına uykusunda gelir.”Dino Buzzati, Yaşlı Ormanın Gizemi'nde bize, çocukluğun o büyülü günlerinin hatrına bir hikaye anlatıyor. Gündelik hayatın içindeki olağanüstülüklerin hiçbir şaşkınlığa yol açmadığı, hayvanların konuştuğu, rüzgarların uzun kuyruklarıyla mağaralarda yaşadığı, cinlerin insan ve hayvan kılığına girebildiği bir hikaye. Özetle, açgözlü bir adamın pişmanlığı, bir çocuğun erginleşmesi ve evlerini korumaya çalışan orman cinlerinin mücadelesinin hikayesi. Yaşlı Ormanın Gizemi büyülü gerçekçi bir hikaye, bir masal ya da fantastik bir anlatı olarak okunmaya açık. Kıssadan hissesini bile açıktan veriyor. Buzzati dünya edebiyatında Tatar Çölü’yle nam salmış olsa da Büyülü Öyküler ve Tanrıyı Gören Köpek ile hikayede keskin bir görüş ve büyülü gerçekçi temalarla neler başarılabileceğini göstermişti. Yaşlı Ormanın Gizemi ise yazarın erken dönem eserlerinden biri. Kısa bir roman ya da uzun bir öykü diyebiliriz. Karar vermek güç olsa da, masal ile büyülü gerçekçilik arasında gidip geldiği söylenebilir. Hatta modern bir masal olarak okunabilir: Karakterler, olağanüstü bir güce, doğadaki diğer canlılarla konuşabilme yeteneğine sahip. Tekerlemeler olmasa da, saksağan ve rüzgar şiirler söylüyor. Sonunda kıssadan hisse çıkarılıyor. Yine de, olayların belirli bir zaman ve mekanda geçtiğini düşünürsek, tüm anlatı büyülü gerçekçiliğin sınırları içinde de görülebilir. Buzzati’nin Türkçe’ye Ayılar Baskını adıyla çevrilen bir de -alegorik- çocuk romanı olduğunu göz önüne aldığımızda, türün adını ne koyarsak koyalım, sevgili İtalyanımızın olağanüstü temalara düşkün olduğunu rahatlıkla söyleyebiliriz.Bir tercih olarak dilde sadelikBuzzati’nin dili sadedir. Yıllarca gazetecilik yaptığını hatırlarsak bu sadeliğin kökenlerini de fark edebiliriz. Fakat yazarın verdiği bir röportajdan, bunun bilinçli bir tavır olduğunu anlıyoruz: “Bana göre fantastik, gazeteciliğe olabildiğince yakın olmalıdır. İşin içinde birazcık olsa da, uygun kelime ‘bayağılaştırmak’ değil. Onun yerine, fantastik bir öykünün etkileyiciliği, pratik anlamda en basit şekilde anlatılmasına bağlıdır” diyor. “K Balığı” ya da “Paskalya” gibi öykülerinde, bu yöntemin işe yaradığı, okurda müthiş bir tesir bıraktığı tartışılmaz. Ancak Yaşlı Ormanın Gizemi gibi uzun ve masalsı bir hikayede dildeki bu basitlik ve sadelik, kitabın yetişkinlerden ziyade çocuklara hitap ettiğini düşündürtüyor. Yine de, çocuk ya da yetişkin fark etmez, edebiyatın plastik çiçekler bahçesine dönüştüğü şu günlerde, Yaşlı Ormanın kalbine yapılacak bir seyahat, herkese iyi gelecektir.